Lasciando perdere le perle di saggezza di Borghezio, ascoltate Maroni a metà filmato….!!

Leggete bene carissimi gli articoli 36 e 44 del dl 733, il c.d. “pacchetto sicurezza”. Con queste modifiche alla normativa sull’anagrafe una buona percentuale di persone potrebbero essere eliminata dagli elenchi anagrafici e, quindi, perdere i relativi diritti. Pessimismo? Esagerazione? Errata interpretazione?

L’art. 36, chiarisce che non potranno dirsi residenti in italia tutti coloro che:
- non hanno un domicilio immobile
- hanno un’abitazione immobile
ma le stesse non rispondono ai requisiti di abitabilità, non solo di carattere igienico-sanitario.

Il rapporto ISTAT del 2005 rileva che:
· 0,7% di famiglie non possiede il gabinetto interno all’abitazione
· 1,2% di famiglie non dispone di vasca da bagno e doccia
· 1,3% di famiglie non ha l’acqua calda in casa
· il 17,5% di famiglie in affitto ed il 9,7% di famiglie in abitazione di proprietà è in abitazioni con strutture danneggiate
· il 25,2% di famiglie in locazione e il 18,00% di famiglie in abitazioni di proprietà vive in case affette da problemi consistenti di umidità,
· il 16,6% di famiglie in locazione ed 8,6% di famiglie in abitazione di proprietà vive in abitazioni scarsamente illuminate.

Perdendo la residenza, a cascata vengono meno i diritti di cittadinanza più basilari, quali:

l’iscrizione al SSN e l’accesso alla medicina di base.
· l’iscrizione negli elenchi elettorali e la possibilità di accedere all’elettorato attivo e passivo ed esercitare i propri diritti civili.
· l’accesso al sistema dei servizi sociali e l’accesso alle misure di protezione sociale.
avere la patente di guida,
· sottoscrivere contratti (pensiamo ai contratti di locazione o di compravendita di beni mobili od immobili),
· l’iscrizione nelle liste di collocamento, aprire una partita iva, in generale avere accesso al mondo del lavoro,
· ricevere la pensione o misure assistenziali come quelle connesse con il riconoscimento di invalidità civile.

Ecc..ecc..

(Fonte)

L’art. 44 del Dl, invece, molto più semplicemente vuole creare un registro nazionale delle persone senza fissa dimora presso il MInistero dell’Interno. In questo caso, la perplessità sollevata attiene alla centralizzazione dell’iscrizione anagrafica che si potrebbe ripercuotere sull’effettiva possibilità di questi soggetti di poter agevolmente accedere ai diritti e servizi loro accordati.

Facciamo un breve riepilogo delle novità del decreto “salvitutti”:

  • Trasformazione dei CPT in Centri di identificazione e immediata espulsione (mi ci dedicherò in un secodo post). Vedi accordi con la Libia.
  • Obbligo di segnalazione all’Autorità di clandestini da parte dei medici delle strutture sanitarie. Così sti immigrati del c*** non vanno più manco a curarsi la pertosse e vediamo se smettono di rompere I Maroni!
  • Niente residenza per i senza fissa dimora, Rom e zingari in generale che vivono in roulotte e altre abitazioni mobili e per che non ha la casa a norma (c’è n’è pochi in effetti!).